I caduti sul lavoro

Il Monumento ai caduti sul lavoro, collocato all’aperto a Laino Borgo e commissionato dalla locale amministrazione, è un bassorilievo figurativo in bronzo realizzato nel 2008 da Maurizio Carnevali, pittore e scultore calabrese attento alle problematiche sociali. Il tema è affrontato con semplicità narrativa ed espressivo realismo. La scena, attentamente composta e raffigurante un lavoratore edile che sostiene un collega privo di vita, richiama l’iconografia della Pietà.

L’opera appare come una Pietà profana. La scena racconta che è appena accaduto un infortunio mortale su un luogo di lavoro. Un uomo cerca di rialzare il suo collega. Le figure sono realizzate quasi a grandezza naturale e di profilo. Sono rappresentate con un realismo essenziale, che si concentra sui dettagli ritenuti importanti ai fini della narrazione: i volti, le braccia e le mani, i cui particolari sono usati in funzione espressiva; gli scarponi e le tute, che servono a qualificare le figure come lavoratori; gli attrezzi, che ambientano la scena in un cantiere edile. I corpi dei due protagonisti assumono posture naturali e ben differenziate [1]. Il lavoratore vivo indossa una tuta che gli tiene scoperti il petto e le braccia. Disperato, addolorato, con gli occhi rivolti verso il cielo e la bocca semiaperta, prova con tutte le sue forze ad allontanare il corpo del collega dal luogo della sciagura. Il lavoratore privo di vita è a torso nudo, ha gli occhi chiusi e le membra inerti. Il capo è penzolante. Dalla sua mano sinistra è appena scivolata via una cazzuola; il secchio posto vicino alle ginocchia è ancora rovesciato. Il bassorilievo si sviluppa su due piani di profondità [2]: in primo piano sono le figure e gli oggetti; in secondo piano è uno sfondo indifferenziato, nel quale è inserito prospetticamente un terzo elemento che allude forse al luogo dell’incidente. Cardine espressivo dell’opera sono le superfici aspre e tormentate, che sottolineano la drammaticità dell’accaduto e sono frutto dei segni intenzionali che l’autore ha impresso sul modello di argilla. È un peccato che l’opera sia rivolta a nord, un’esposizione che annulla visivamente i volumi e spegne le textures. Gli schemi interpretativi [3], [4] e [5] evidenziano l’attenzione  dedicata agli aspetti compositivi.

Il tema degli infortuni sul lavoro è al centro di quest’opera di Maurizio Carnevali. Malgrado l’abbondanza di norme sulla sicurezza, gli incidenti continuano a verificarsi. Proprio nei pressi di Laino Borgo, nel 2015 Adrian Miholca, un giovane lavoratore rumeno, è travolto nel crollo accidentale di una campata del Viadotto Italia. Avvenimenti simili colpiscono la sensibilità umana. È assurdo e inaccettabile che il lavoro possa dare morte. Nel 2008, L’INAIL, per sottolineare l’importanza e l’attualità di questa vasta e complicata problematica, ha posto davanti all’ingresso della propria sede centrale di Roma una copia dell’altorilievo esemplare che lo scultore Vincenzo Vela realizzò nel 1882 per le vittime del traforo del San Gottardo.

 

Il monumento  ai caduti sul lavoro è stato voluto dall’amministrazione comunale di Laino Borgo. Inaugurato il 6 giugno 2009, è collocato all’aperto, proprio di fronte agli uffici del comune. Il monumento ha un ingombro di 385x135x96 cm. È costituito da un basamento di calcestruzzo e da montanti metallici che sorreggono una lastra di travertino; su questa è fissato il bassorilievo bronzeo firmato e datato da Maurizio Carnevali. Sulla lastra che fa da sfondo a tale rilievo sono incisi dei versi, senza firma, che chiariscono la funzione del manufatto. Sulla parte anteriore del basamento è fissata una targa di travertino che reca l’incisione dedicatoria. Segue l’elenco dei caduti relativo al periodo 1957-2015. Sono persone di età compresa tra i 19 e i 58 anni. È da osservare che, il monumento, inizialmente dedicato ai soli lainesi, ha assunto nel tempo un valore universale. È prova di questa sensibilità l’aggiunta, nel 2010 e nel 2015, di ulteriori due nomi, di cui uno di nazionalità non italiana. Sulla parte posteriore del basamento una targa triangolare ci informa su chi ha finanziato l’opera.

  

L’autore è Maurizio Carnevali (Villa San Giovanni, 1949 – vive a Lamezia Terme). Alla fine degli anni ‘60, terminato il liceo artistico, si trasferisce a Parigi. Vi resta un anno, durante il quale frequenta il museo del Louvre e il Jeu de Paume. Per mantenersi fa il facchino ai mercati generali. Rientrato in Italia, si sposa e, a seguito del terremoto del Belice, trascorre sei mesi in Sicilia come volontario. Più tardi si iscrive all’Accademia di Brera e diviene allievo di Domenico Cantatore, Francesco Messina e Luciano Minguzzi. Nello stesso periodo frequenta Renato Guttuso. Nel 1972 si stabilisce a Lamezia Terme. Viaggia molto per l’Europa ed espone le sue opere in tutta Italia. I critici premono per un suo trasferimento, ma Carnevali, pur conscio delle difficoltà, resta a Lamezia, città che egli trova ricca di fermenti culturali. Nel 1978 comincia ad occuparsi anche di scultura, che verso la fine degli anni ‘80 prende sempre più spazio nella sua attività artistica. Con marmo e bronzo realizza molte opere a carattere sacro (statue, altari, portali) e a carattere civile (monumenti, busti, fontane). Dal 1993 espone numerosi cicli pittorici. A Laino Borgo ha realizzato un busto di Giacomo Matteotti. Carnevali si sente di non appartenere ad alcuna corrente artistica, ma, allo stesso tempo, si reputa allievo dei pittori classici. Trae spesso ispirazione dalla mitologia e definisce la sua opera con la locuzione di espressionismo onirico. Pur non aderendo ad alcun credo religioso, possiede una spiritualità profonda. Sensibile alle problematiche esistenziali dell’uomo, Carnevali considera l’arte un’occasione di impegno sociale e uno straordinario linguaggio per comunicare le proprie idee.

La lettura del Monumento ai caduti sul lavoro, come opera d’arte contemporanea presente nel territorio, è stata, nell’anno scolastico 2015-2016, oggetto di studio da parte degli alunni della III A dell’Istituto omnicomprensivo statale di Mormanno, scuola secondaria di primo grado di Laino Borgo (docenti: Leonardo Gabriele, arte e immagine; Nicoletta Varrese, sostegno). In occasione della festa-saggio di fine anno scolastico è stato distribuito ai cittadini di Laino Borgo la scheda critico-descrittiva del monumento ai caduti.

Il metodo di studio applicato alla lettura dell’opera è stato quello del disco-guida.

 

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